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    May 11

    Dall' archivio magnetico del signor Alex D.

     
    ..."Alla fine l'equilibrio interiore non è da cercare. Forse ce l'abbiamo già, e più ci muoviamo o agitiamo o altro, e più ce ne allontaniamo"...

    Okay. Tutto mi dice di essere forte, determinato negli scopi, capace di andare avanti nella Vita, ma se uno sente che è arrivato il momento di cambiare un pò rotta o anche solo il bisogno di fermarsi a ragionare "sul serio" per proprio conto?Voglio dire: e i cazzo di sette e mezzo in latino, per esempio, che da semplici strumenti sono diventati una specie di fine ultimo?...Insomma, a quanto ne so dovrei studiare per strappare un titolo di studio che a sua volta mi permetta di strappare un buon lavoro che a sua volta mi consenta di strappare abbastanza soldi per strappare una qualche cavolo di serenità tutta guerreggiata e ferita e massacrata dagli sforzi inauditi per raggiungerla. Cioè, uno dei fini ultimi è questa cavolo di serenità martoriata. Il ragionamento è così. Non ci vuole un genio. E allora, perchè dovrei sacrificare i momenti di serenità che mi vengono incontro "spontaneamente" lungo la strada?Perchè dovrei buttarli in un pozzo, se fanno parte anche loro del fine a cui tendere? Se un pomeriggio posso andare a suonare o uscire con una ragazza che mi piace, perchè cavolo dovrei starmene in casa a trascrivere le versioni dal traduttore o far finta di leggere il sunto di filosofia? La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me stesso diciassettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage col comando a distanza e dentro c'ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna col commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della kinders. Tutti dentro il garage, magari no. Diciamo più o meno intorno. Cioè, circondato. Dunque la domanda è : un orrore di queste proporzioni vale più del sole e del gelato di oggi pomeriggio? 

                                                                                                                     Jack Frusciante è uscito dal gruppo - Enrico Brizzi
     
     
    Grazie Meli.
     
    March 06

    A te...

     
    A TE - JOVANOTTI
     
      
     

    A te che sei l’unica al mondo
    L’unica ragione per arrivare fino in fondo
    Ad ogni mio respiro
    Quando ti guardo
    Dopo un giorno pieno di parole
    Senza che tu mi dica niente
    Tutto si fa chiaro
    A te che mi hai trovato
    All’ angolo coi pugni chiusi
    Con le mie spalle contro il muro
    Pronto a difendermi
    Con gli occhi bassi
    Stavo in fila
    Con i disillusi
    Tu mi hai raccolto come un gatto
    E mi hai portato con te
    A te io canto una canzone
    Perché non ho altro
    Niente di meglio da offrirti
    Di tutto quello che ho
    Prendi il mio tempo
    E la magia
    Che con un solo salto
    Ci fa volare dentro all’aria
    Come bollicine
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita
    E ne hai fatto molto di più
    A te che hai dato senso al tempo
    Senza misurarlo
    A te che sei il mio amore grande
    Ed il mio grande amore
    A te che io
    Ti ho visto piangere nella mia mano
    Fragile che potevo ucciderti
    Stringendoti un po’
    E poi ti ho visto
    Con la forza di un aeroplano
    Prendere in mano la tua vita
    E trascinarla in salvo
    A te che mi hai insegnato i sogni
    E l’arte dell’avventura
    A te che credi nel coraggio
    E anche nella paura
    A te che sei la miglior cosa
    Che mi sia successa
    A te che cambi tutti i giorni
    E resti sempre la stessa
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei sogni miei
    A te che sei
    Essenzialmente sei
    Sostanza dei sogni miei
    Sostanza dei giorni miei
    A te che non ti piaci mai
    E sei una meraviglia
    Le forze della natura si concentrano in te
    Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
    Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
    A te che sei l’unica amica
    Che io posso avere
    L’unico amore che vorrei
    Se io non ti avessi con me
    a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
    a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
    a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
    a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
    a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
    a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
    e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...


     

                                                                                                                                                                                    

                                                                                                                                                                        

                                                                                                                        

     

     

    February 01

    LA FORMULA MATEMATCA PIU' BELLA DEL MONDO!

     
    Sapevate che esiste anche la formula matematica più bella del mondo??..Io l'ho scoperto ieri durante il fantastico corso di "TEORIA ATOMICA E MECCANICA QUANTISTICA" tenuto dal celeberrimo GIORGIO CELEBRE Cuore rosso ....!
    Eccola,si chiama "identità di Eulero":
     
     
     
     e + 1 = 0 
     

     

    Bella,no ??

    December 07

    Matthew Bellamy : The Genius!

     

    Per sempre nel mio cuore!Grazie...

     

     

    E non sono i capricci di una ragazzina in fase adolescenziale!Io adoro quest'uomo e adoro la sua arte...E' nella sua musica,nella sua voce,nei suoi testi che trovo riparo nei momenti più scuri...

    Sei parte di me...

     

     

    December 02

    Va' dove ti porta il cuore...

     
     
    E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
    Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta...

     

    October 28

    --- WILLY WONKA E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO ---

     

    Noi siamo i creatori della musica e siamo anche i creatori dei nostri sogni...

     

     

     

    July 26

    Test...

    TEST

    1. Da quanto tempo ci conosciamo?
    2. Qual è stata la tua prima impressione su di me?
    3. Pensi le stesse cose ora?
    4. Qual è il ricordo più remoto che hai di me?
    5. Un mio pregio?
    6. Un mio difetto?
    7. Una cosa che ti ricorda di me?
    8. Una canzone che ti ricorda di me?
    9. Ultima volta che abbiamo litigato?
    10. La cosa più brutta che ti ho mai detto?
    11. La cosa più bella che ti ho mai detto?
    12. Cosa cambieresti di me?
    13. Credi di conoscermi bene?
    14. Descrivimi con un aggettivo..
    15. Hai mai desiderato darmi un pugno in faccia?
    16. Un momento insieme?
    17. Ti fidi di me?
    18. Mi vuoi bene?
    19. C'è qualcosa che avresti voluto dirmi/fare e che poi nn hai mai detto/fatto?
    20. Mi consideri un'amica?
    21. Ho mai detto/fatto qualcosa che ti ha reso/a particolarmente felice o che semplicemente ti ha colpito/a?
    22. Avresti preferito non conoscermi?
    23. C'è qualcosa che vorresti fare con me oppure che vorresti rifare?
    24. Da 1 a 10 quanto sono importante per te?

     

    Aspetto con ansia le vostre risposte!Vi prego solo di essere sinceri al 100%...NON MI OFFENDERO', qualsiasi cosa voi scriviate!!!!Se volete aggiungere qualcosa fate pure...

    P.S.Per rispondere fate un copia-incolla del test all'interno del commento che andrete a lasciarmi..BACI BACI.

     

    L'amore...

     
    .....non viene mai poco a poco! 
     

     

    July 20

    Eternal Sunshine Of the Spotless Mind

    ......puoi cancellare qualcuno dalla tua mente,ma farlo uscire dal cuore è tutta un'altra faccenda!
     
     

     

    July 08

    Black Holes & Revelations

     
    Curiosavo tra vari siti e mi sono imbattuta in alcune recensioni sull'ultimo album dei Muse, "Black Holes and Revelations", ed ho letto frasi come:
     
    • "Black Holes and Revelations è un album sintomatico dei problemi del gruppo!"
    • "Un giorno i Muse esploderanno..Continuano a gonfiare a gonfiare a dismisura!"
    • "Hoodoo fa capire che i Muse, privati della voce lamentosa di Bellamy sarebbero potuti essere un punto di riferimento per il prog-rock!"
    • "City of Delusion sarebbe stata un piccolo capolavoro nelle mani dei musicisti giusti..!"

    Ora, questo "Black Holes & Revelations", a mio parere evidenzia solo un ennesimo "cambiamento" che comunque in ogni album dei Muse e' stato sempre apportato cercando di inserire costantemente elementi nuovi..

    Quest'ultimo lavoro dei Muse si presenta infatti, come un album vario dal sound più elettronico con diverse influenze che spaziano dal pop al funk, da quest'ultimo al flamenco, dal rock duro a soffici ballate, dallo spazio profondo al far west, dall'amore alla politica...

    Partirei dal titolo :"Buchi neri e rivelazioni"..un titolo abbastanza semplice ma squisitamente astratto e misterioso..Per continuare poi con l'elogiare la bellissima copertina ideata da Storm Thorgenson (autore delle copertine più famose dei Pink Floyd) : 

     

    Paesaggio ambientato su Marte, nella nota pianura di Cydonia, dalla quale si vedono in lontananza la Terra e la Luna. Sul suolo marziano, attorno ad un tavolo, siedono i cavalieri di Cydonia che rappresentano i quattro poteri del mondo. I quattro poteri che ormai dominano l'intero sistema e controllano l'evolversi della vita sul nostro pianeta quasi come se stessero giocandosi il nostro destino in una partita a scacchi.

    Da qui, forse, il titolo "Black Holes & Revelations"; l'immagine di un futuro prossimo associato all'idea di "buchi neri e rivelazioni", d'altronde come affermano loro stessi in Starlight :"Our hopes and expectations, black holes and revelations!"..

    Idea originale ed interessante, a mio giudizio, come interessanti sono questi Muse che con tono polemico si rivolgono ai potenti del mondo, corrotti e iniziatori di guerre e distruzione. Tutto ciò evidente da frasi come:

    • "Our feedom's consuming itself"..
    • "What we've become", "It's contrary to what we want"..  e soprattutto:
    • "You must pay for your crimes against the earth"..     (Take a Bow)

    Affermano con convinzione:

    • "Assassin in born"..

    E credono che sia arrivato il momento di liberarsene:

    • "The time has come to shoot your leaders down!"

    Non credono che esista o sia mai esistita giustizia nel mondo:

    • "There's no justice in the world and there never was!"

    E si chiedono come sia possibile vincere se pazzi possono essere re:

    • "How can we win when fools can be kings!"

    Ma ci credono ancora:

    • "The time has come to make things right!"
    • "You and I must fight for our rights!"

    Incitando l'essere umano a credere in se stesso ed in ciò in cui crede:

    • "You should stand up for what you believe!"

    Poichè:

    • "Together we're invincible!"...

    Non mancano frecciatine alla divinità:

    • "I'll show you how god falls asleep on the job!"

    Muse che però, fanno riferimento anche all'amore, a desideri nascenti, come afferma lo stesso Matthew che dice :"Una parte dei testi mi riguarda, racconta di me, di mie sensazioni, di eventi quotidiani..."

    Probabilmente riferita a testi come quello di "Starlight".

    La frase "è un album sintomatico dei problemi del gruppo" non mi preoccupa e sinceramente, mi scivola addosso...

    Ho letto della musica dei Muse associata alla parola "crisi" già in vecchie recensioni su "Origin of Symmetry" e soprattutto letto frasi assurde su "Absolution" come: "Già in Absolution era chiara la crisi creativa del gruppo!".

    Questa gente è PAZZA!!!!!!!!!!Absolution è un capolavoro, un capolavoro assoluto come del resto anche i precedenti "Showbiz" ed "Origin of Symmetry"!

    E poi.......................Perchè etichettare per forza i Muse come cloni dei Radiohead?!?!?!?!?!?!?!...Questa gente ha probabilmente ascoltato solo "Showbiz"!E' evidente infatti, che i Radiohead siano stati il gruppo di riferimento per il loro esordio, ma addirittura considerarli tutt'ora come una loro brutta copia...NO!Non ci sto...

    Ormai sembra essere diventato quasi una moda, una tendenza a cui questi fantomatici critici musicali del cacchio si aggrappano perchè, evidentemente, non hanno abbastanza fantasia!

    Sicuramente Black Holes & Revelation non è Showbiz e nemmeno nessuno dei due seguiti...proprio perchè cambia qualcosa!Ci sono delle esagerazioni e probabilmente delle cose da rivedere, ma tanta attesa non è stata vanificata dal risultato comunque straordinario del cd!!!Se vogliamo ancora le New Born, le Citizen Erased, le Sunburn basta recuperare quei cd...Alle volte avremo voglia di qualcosa di diverso e sarà la volta in cui ascolteremo questo Black Holes & R. che ad ogni ascolto diventa sempre più bello!!!!!!!!

     

    July 06

    My life...

     
     
    June 28

    Legame indissolubile...

     Caduta nuovamente...
    Ma non mi arrendo...IO CI CREDO ANCORA!!
     
     
     
     
     
     
     
    Ed un GRAZIE va a tutte quelle persone splendide che giorno dopo giorno, nonostante vari problemi ed impegni, sono sempre lì pronte a coccolarmi e a prendersi cura di me!So che non mi abbandonerete mai...Vi voglio bene amici miei!
     
     
     
    June 22

    Bacio...

    ......................................................................................................................................!!

     

    June 08

    Muse-Live in Firenze...

      
     
    SPETTACOLO!
     
    Il video è uno dei migliori che ho trovato in circolazione...Ma putroppo non rende l'idea di quanto quella serata sia stata magica e spettacolare...
     
     
    Grazie Matt... 
     
     
     
    Matthewwwww 
     
     
     
    Matthewwwwwwwwww2

     

    Grazie ragazzi...Vi voglio bene!  

      

      La compagnia

     

     

    April 27

    ...I CAMPIONI dell'Italia siamo NOI...

     
    ....I CAMPIONI dell'Italia siamo NOI....
     
    Grazie ragazzi...
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Applausi per IBRA...
     
     
      
     
     
    April 24

    ...Unintended...

     

    Unintended
    Muse


    You could be my unintended
    Choice to live my life extended
    You could be the one I'll always love
    You could be the one who listens to my deepest inquisitions
    You could be the one I'll always love

     

    I'll be there as soon as I can
    But I'm busy mending broken pieces of the life I had before

     

    First there was the one who challenged
    All my dreams and all my balance
    She could never be as good as you

     

    You could be my unintended
    Choice to live my life extended
    You should be the one I'll always love

     

    I'll be there as soon as I can
    But I'm busy mending broken pieces of the life I had before

     

    I'll be there as soon as I can
    But I'm busy mending broken pieces of the life I had before

     

    Before you...

     

     

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                                                                                        TI AMO...

     

     

    April 09

    ...Gli occhi tristi di Kurt...

     

    Gli occhi tristi di KURT...

     La giornata era iniziata grigia. Il solito stordimento accompagnato da una rabbiosa tristezza mortificava l'espressione del volto sprimacciato contro il cuscino.
    Danzanti luci ancora si riflettevano nella memoria, ma incoerenti com'erano non avevano alcun significato decifrabile. Ricordava poco o nulla della serata, ma il mattino era quello tipico che gli faceva detestare d'esser ancora al mondo.

    Si impose d'alzarsi dal letto: la testa gli doleva e la camera era sottosopra, come al solito, un bordello. Una bottiglia di vodka piena a metà sul pavimento l'invitava, ma non era dell'umore giusto. La calciò via. Disturbato si accese una sigaretta cercando in mezzo alla confusione un paio di jeans e una maglietta non troppo puzzolente. Fumava con rabbia e la cenere cadeva a terra come pioggia. La luce lo disturbava. Un vago profumo d'incenso ancora saturava l'aria insieme al pesante puzzo di mille sigarette fumate la sera prima. Sul letto riposava una siringa e una mezza dose. La chitarra riposava silenziosa accanto al letto a due piazze, un letto sempre più vuoto e che raccoglieva il suo corpo stracco solo a notte fonda. Non sapeva dire assolutamente che ora del giorno fosse, ma la giornata doveva essere iniziata da un bel pezzo: era normale per lui svegliarsi quando il sole di Dio era già avviato a consumarsi nella babele di suoni stonati della vita lungo le strade.

    La sua compagna non c'era, non c'era mai, la troia, mai quando aveva bisogno di lei.
    Non si era mai rassegnato che lo trattasse così. O meglio che non lo trattasse proprio.
    Ormai non scopavano neanche più.
    Si schiarì la voce e buttò a terra la cicca schiacciandola sotto il piede: una piccola ustione che non avvertì o che ignorò. Poi, con voce triste, ripeté:

     

    My girl, my girl, don't lie to me
    Tell me where did you sleep last night
    In the pines, in the pines
    Where the sun don't ever shine
    I would shiver the whole night through
    My girl, my girl, where will you go
    I'm going where the cold wind blows
    In the pines, the pines
    ... sun ... shine
    I would shiver ... whole ... night throughhhhhhhh

     

    Le parole vomitate dalla sua bocca gli sembravano straniere, ma era l'espressione migliore di quello che provava.
    La troia.
    Si passò una mano tra i capelli biondo cenere, ma questi gli ricaddero sul volto lasciando scoperto solo un occhio arrossato perso nel vuoto della realtà, che impregnava ogni cosa del suo microuniverso. Si sentiva spremuto, una cosa che non aveva più niente da dire, ma che provava dolore, un dolore assurdo che gli era impossibile da lenire. Cercò ancora di cantare qualche strofa delle sue canzoni, ma la voce si rifiutava di venire. Solo la rabbia e la tristezza erano prigioniere delle canzoni. Inciampò in qualcosa e cadde ginocchioni vomitando sulla moquette. La testa gli girava, il mondo impazziva e lui anche. Camminò gattoni come un bambino, senza alcun senso dell'orientamento, fino a quando si lasciò cadere sulla schiena. Non se n'era reso conto, ma piangeva mute lacrime, mentre le parole della colonna sonora della sua vita facevano eco nel cervello. No, nel suo cuore.
    Si sentiva di merda e il mondo era ancora più merdoso a guardarlo mentre se ne stava steso a terra come un vecchio boxeur che solo attende che l'aneurisma cerebrale finalmente ponga fine alla vita una volta per tutte.
    Cominciò a ridere senza motivo e intanto cantava, cantava con rabbia e tristezza la sua anima che era sol più infinita tristezza. Tristezza. Tristezza. Tristezza, l'ossessione ultima.

    With the lights out it's less dangerous
    Here we are now, entertain us
    I feel stupid and contagious
    Here we are now, entertain us
    A mulatto, an albino, a mosquito, my Libido
    a denial

     

    Dov'era finito il mondo?
    Che cazzo di fine aveva fatto?
    Quando s'era spento?
    E perché lui non era stato avvertito?
    Non gliene fotteva un cazzo. Che andassero tutti quanti al diavolo.
    Al diavolo, Polly!
    Poteva restarsene sdraiato a terra e far finta che… Poteva ma non era giusto.
    Poteva far finta che tutto era stato una finta, ma non sarebbe stato giusto.
    Poteva far finta. Ma a che scopo? Nessuno.
    Provava disgusto persino per la rabbia e la tristezza che di dentro covava. Erano diventate due compagne assai fastidiose e permalose: doveva dedicare tutta l'attenzione a loro e non gli stava bene. Non più. Anche quando era finito in coma a Roma, quelle sporche troie non l'avevano mollato un attimo: si erano appostate al suo capezzale e l'avevano costretto con la forza a risvegliarsi quando lui solo desiderava d'esser dimentico di sé per l'eternità. Un nero corvo beccava la materia grigia e la ragione non voleva che saperne di spegnersi. E le troie ridevano, e a turno gli staccavano un pompino mentre lui, dentro, dentro, soffriva. E nessuno che lo sospettasse. Solo il corvo sapeva la verità e lo torturava: a piccoli brani il cervello se ne andava in pappa ma non la coscienza, perché quella rimaneva vigile a mirare un abisso distorto di fantasmi e satiri addomesticati ad ingoiare la tenerezza della sua anima.
    Se solo fosse rimasto in coma per sempre!
    No, non avrebbe funzionato. Non avrebbe… Cazzo! Il mondo non concede pace a uno che è stanco, non gli dice mai che se ne può andare e dimenticare il passato, non gli concede la possibilità di annullare la sua identità. Questo pensava, o meglio questo era quanto intuiva. Intuiva che la sua vita era un discorso lasciato in sospeso. Un cadavere appeso alla croce, e se è appeso a una fottuta croce, mai e poi mai avrà pace. Un cadavere è tanto simile a un feto abortito da una puttana e lasciato a marcire dentro una lattina di cibo precotto. E lui adorava il cibo precotto, quelle assurde lattine senza senso, che erano la sua dieta insieme all'anima della chitarra.
    Le lattine di cibo sono il Nirvana.

     

    I'm so lonely but that's okay I shaved my head...
    And I'm not sad
    And just maybe I'm to blame for all I've heard...
    But I'm not sure
    I'm so excited, I can't wait to meet you there...
    But I don't care
    I'm so horny but that's okay...

     

    - Non posso.
    - Tu non puoi mai, cazzo! Non puoi mai venire.
    - Kurt, non alzare la voce con me.
    - Sei una puttana… Solo una puttana dice…
    - Cosa?!
    - Hai capito cosa.
    - Non ho capito e non ho tempo da perdere.
    - Non hai mai tempo, mai una volta. Che cazzo ci farai con tutto 'sto tempo per te?
    - 'Fanculo.
    - 'Fanculo a te.

     

    La testa gli doleva e la voce di lei era accesa nel cuore: lampeggiava e gridava, una sirena spiegata di un'ambulanza che si perdeva, si perdeva punto e basta.
    A fatica si impose di rialzarsi; stare in piedi gli costava fatica.
    Inciampò: una scatola di cornflakes o qualche altra stupida scatola, forse un barattolo. Non gliene fotteva un cazzo. Non più.
    Gli dispiaceva solo per sua figlia: non l'aveva mai conosciuta veramente. Nata e portata via. Ventisette anni, una carriera, il collasso orgasmatico di stare in scena e sulla breccia dell'onda, tutto un aborto che aveva ricercato con tutto se stesso. Ed ora, quei ventisette anni gli pesavano e gli facevano male: non era preparato ad essere invaso da milioni di curiosi & sentirsi sempre fuori posto, tremendamente solo, violentato, v-i-o-l-e-n-t-a-t-o, Violentato, VIOLENTATO, V-I-O-L-E-N-T-A-T-O.
    Accese un'altra sigaretta: gli occhi gli bruciavano come se della candeggina li avesse lavati.
    La chitarra… La teneva in braccio come fosse la sua bambina. Le dita sapevano quali corde toccare: il tocco magico c'era sempre, le note erano le stesse di sempre ma mai uguali e non era stupido o assurdo, era la verità.

     

    - Fammi sentire mia figlia.
    - Kurt…
    - No… Così non va, non va proprio. Non è così che dovrebbero andare le cose fra noi.
    - E come, allora?
    Silenzio.
    - Dovremmo stare più vicini.
    - Kurt, tu sei matto!

    Già, le note erano sempre le stesse, solo più tristi, evocatrici d'una rabbia impotente.

    - Che succede Kurt?
    - Devi dirmelo tu!

     

    Non era mai successo niente come dire che era sempre successo troppo senza che s'incontrassero mai veramente. Solo pochi istanti l'uno vicino all'altra. Ma lei, anche in questi momenti, sapeva essere distante. Lei, lei non aveva mai fatto parte della sua vita. Ma l'aveva contaminata, la vita. E la morte.
    La chitarra, la sua tenera bimba, così fragile!
    Si sorprese a ballare ubriaco stringendola a sé. Oh, era ubriaco di tristezza, pronto a fare il grande passo. Non poteva più rimandare, perché troppo amava quella bimba fra le sue braccia, capricciosa, tenera, innocente, rabbiosa, affamata, delicata, bisognosa di cure. La chitarra e la figlia e la moglie, chi gli era fedele? Chi l'amava senza nulla chiedere in cambio se non amore? Amore… assurdo, assurdo e basta! Non reggeva più la pesantezza di non essere con loro. E ventisette anni possono essere più di quanti uno osi immaginare quando tutto l'intorno è gonfio di niente.
    La lasciò cadere a terra in mezzo alle altre cose, la chitarra.
    Barcollando si trascinò fino in bagno per guardare ancora un volta faccia a faccia Kurt Cobain.

     

    - Kurt ci sei?
    - Ci sono… Non ci sono… Ci sono… Non ci sono… C'ero!
    - Kurt?!
    - Kurt, cosa?
    - Cosa vuoi? Kurt, sei Kurt Cobain.
    - E che significa?
    - Sei stanco, Kurt.
    - Sì, sono stanco. Tanto.
    - …
    - …?!
    - Dunque hai deciso.
    - Già.

     

    Era sempre lui allo specchio: il riflesso era quello che conosceva bene.
    Piangeva. E lo specchio piangeva lui, Kurt Cobain.
    Gli occhi erano vuoti, due pozzi neri scavati dentro il cranio, e lo fissavano.

    Le dita a sfiorare il contatto ritratte
    i passi in cadenza che possiede il suolo solo lui
    Batte e ribatte solido compatto denso corpo sonoro
    La pelle che s'apre al respiro, nei pori gli umori
    la pelle che impara l'odore diventa sapore emana calore
    Carne, Sangue, che si possa guardare
    che si possa toccare che si possa plasmare

    A me non torna niente, niente torna mai...

     

    In basso è come in alto e fuori è come dentro a lato come al centro
    In basso è come in alto e fuori è come dentro a lato come al centro....

    Bene, era stato l'ultimo faccia a faccia: tutto era stato deciso da tempo, ma lui solo ora ne aveva preso coscienza. L'aveva sempre avuta, ma non gli aveva prestato ascolto con tutto se stesso. O gli aveva prestato attenzione, forse troppa, e se ne era quasi dimenticato d'avercela una coscienza. Non poteva rimandare oltre. Doveva avere una fine il tormento che covava di dentro. Doveva amarsi un po' di più, dare finalmente qualcosa di concreto a se stesso: ritornare In Utero.

    La quiete stagnava come un fantasma in ogni angolo.
    Si svegliò madido di sudore. Un altro incubo.
    Non un goccio di saliva in bocca: arsura.
    Era successo un'altra volta.
    L'incubo si era fatto realtà e in questo aveva vissuto il suo vero "Io".
    La realtà, il tempo, lo spazio che viveva e occupava, non gli appartenevano. Questo lui lo sapeva bene. Lui apparteneva all'incubo e solo in esso poteva godere del diritto di libero arbitrio.


    - Qualcosa non va?
    - No, cara. Torna a dormire.
    - Ma?
    - Nessun 'ma'.

    Si alzò dal letto stancamente per chiudersi subito in bagno: lo specchio era lì, davanti a lui, che lo specchiava, ma lui sapeva che il volto riflesso non era il suo, solo un feticcio.
    Si schiumò la faccia per radersi, ma poi decise che non era il caso. Continuò a fissare il feticcio nello specchio.
    Gli occhi tristi di Kurt non gli davano requie. Doveva sapere. E per sapere c'era un solo modo.
    Uno solo.
    Baciò la moglie addormentata, andò in soggiorno e prese in braccio il vecchio fucile da caccia che gli aveva lasciato in eredità suo padre.

    Un colpo. BANG.

    La notizia del suicidio di Kurt Cobain dilagò: fans isterici piangevano l'idolo d'una generazione. In tutto il mondo.
    Gli occhi tristi di Kurt furono trasmessi via etere in ogni angolo, o quasi, del pianeta.

    Uno sconosciuto, un comune giovane borghese, lo stesso giorno del suicidio di Kurt, si era dato la morte: anche lui aveva una moglie, una figlia, e maldestramente, con gli amici, il sabato sera provava a suonare in garage. La moglie lo pianse ma nessun altro. In paese tutti dicevano che l'uomo era sempre stato affabile con tutti e mai aveva manifestato segni di debolezza mentale. Il suo suicidio era stata una sorpresa per tutti, comunque una notizia da poco che sui giornali del giorno dopo trovò uno spazio ridotto nella "Cronaca nera locale", cinque righe. Prima del fattaccio, l'uomo era da tutti considerato come una persona felice.

    Il senso autodistruttivo di Cobain: mostra felice all'obiettivo del fotografo olandese Niels Van Iperen una lattina di cibo precotto.
    Solo in quell'occasione ho visto gli occhi di Kurt felici.
    Kurt era goloso di cibo precotto.
    Qualche anno dopo il suicidio, davanti alla tomba di Kurt, il cesto delle offerte funebri, composto dagli amici e dalla famiglia secondo il rito buddista, fu riempito soltanto con i suoi Cd preferiti, corde di ricambio per chitarra, petali secchi di gardenie e una buona scorta di cibo in scatola. Era tutto ciò di cui Kurt Cobain aveva bisogno per raggiungere il suo personalissimo Nirvana… Quello vero.

     

    you know you're right
    i'm so warm and calm inside
    no longer have to hide
    let's talk about someone else
    sterling silver begins to meet
    nothing really bothers her
    she just wants to love herself
    will move away from here...

     

     
     

     

     

     

    Il tutto tratto da : http://www.intercom.publinet.it/ic14/occhitristi.htm  !!!

    February 20

    ...ETERNO AMORE...

     

     

    Ragazzi, proprio quest'anno in cui mi state regalando emozioni fortissime non potevo dimenticarmi di VOI....Siete spettacolari!

    GRAZIE....

     

     
     
     
     
    Un ringraziamento particolare va al nostro grande e unico capitano...Grazie JAVIER!
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    December 22

    Lentamente muore...

                                               

                                                    Lentamente muore

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
    giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non
    rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
    bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
    sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
    all'errore e ai sentimenti.Friendster

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
    lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
    sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
    non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
    chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
    giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
    fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
    chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
    respirare.
    Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
    felicità.

                                                                            (P. Neruda)

     

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    May 27

    ...THE CROW...

     

      «Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti; a volte però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l'anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l'anima perché rimettesse le cose a posto...»   

                  

                      

      

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    "I palazzi bruciano,la gente muore ma il vero amore è per sempre..." 

     

     

     

     

     

     

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